Aereo virale
Mercoledì 8 Febbraio 2006
Mi impadronisco di questo spazio lasciato libero e incustodito per raccontare un’esperienza personalissima e privatissima della quale nessuno di voi sarà interessato certo ma ve la racconto lo stesso con il preciso intento di chiudere quel circolo virale alimentato qui. Tempo fa acquistai su ebay un aereoplano, il sogno da bambino che diventa realtà, spiccare il volo, almeno con l’immaginaginazione, perchè la sensazione di veder volare un oggetto che un attimo prima tenevi in mano e poi anche e soprattutto poterlo guidare è cosa di immensa goduria. Ma la goduria diventa terrore e delusione se non si sa come farlo atterrare (decolla da solo). Come tutti i piloti sanno, il momento più difficile è l’atterraggio. Ho volato come una libellula controvento, fermo quasi come un gabbiano, flap tutti giù, giocando con la manetta di dritta e di sinistra, novello porco rosso ho sfidato le intemperie e le giapponesi raccomandazioni del video dimostrativo allegato che intimavano di non decollare con venti che tendono il filo rosso del telecomando. Impavido ho piroettato sbarbando la macchia mediterranea di capo carbonara, sino a che un pomeriggio, in un freddo e anonimo parcheggio di magalli, una mancanza di potenza ha condotto ad una rovinosa picchiata. Quel che il vento distrugge artiglio ripara e dopo i doverosi test sulla tenuta del motore (ha ceduto di schianto il sostegno del motore destro, la parte più solida, questa la dice lunga sulla violenza del’impatto, e si che avevo raccomandato gli ingegneri costruttori di rinforzare quel punto!) il piccolo gioiello è pronto per nuove avvenure. [Anche su emule]