Manifesto

Spettacolo sul 25 AprileManifesto dell’associazione Kentu. [Febbraio 1997]
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Obiettivi e finalità.
L’obiettivo che ci poniamo è quello di intervenire nella società in cui viviamo, di modificarne i presupposti ideologici e culturali, di impegnarci per correggere le sue ingiustizie nella prospettiva dell’eguaglianza civile e sociale tra gli uomini. Crediamo che l’unica strada per fare questo passi attraverso la singola donna e il singolo uomo, che comporti una nuova coscienza civile e sociale, un nuovo rispetto per gli altri e per se stessi.
Per questo lo strumento che scegliamo è l’azione culturale in special modo artistica e politica. Per noi la diffusione della cultura, la creazione di nuovi modelli culturali e artistici è la strada per intervenire nella società. Per noi il lavoro collettivo e creativo in un gruppo è lo strumento di educazione interiore per l’individuo.
Abbiamo scelto il nostro campo d’azione ed il nostro strumento ma questo non è sufficiente.
La diffusione della cultura non è mai neutrale, si è sempre coinvolti con le parole o con i silenzi. Chi decide di non prendere posizione lo fa automaticamente anche se inconsapevolmente. L’azione culturale dovrebbe essere è e deve essere consapevolmente un’azione politica, intesa come azione sulla società avendo come obiettivo il cambiamento dello “stato di cose presente”. Questo significa modificare la realtà e dunque avere la capacità di analizzarla e gli strumenti per agire.
Essendo quindi impossibile la neutralità è necessario affermare con forza la propria posizione: con chi ci si vuole schierare contro cosa si vuole lottare.
Per noi la cultura deve diventare lo strumento attraverso il quale gli oppressi, gli sfruttati, gli emarginati, e tutti coloro che non si riconoscono nei modelli e nei valori della classe attualmente dominante possano riscattare la propria condizione, proponendo i propri modelli e i propri valori. Questo affinché non esista più una classe dominante.
Nel mondo in cui viviamo non possiamo più considerarci un isola, perché quello che prima era un pianeta si è trasformato in un villaggio globale. I fatti che ci sembrano lontani perché accadono a migliaia di chilometri di distanza influiscono direttamente sulla nostra economia, sulla nostra politica e dunque sulla nostra cultura. Per questo motivo nelle nostre riflessioni c’è l’attenzione ai popoli sfruttati, colonizzati e dimenticati della terra, popoli che come quello sardo hanno sempre dovuto lottare per riaffermare la propria identità contro chi ha tentato di sottometterli. In tal senso proponiamo un’azione culturale che riporti alla luce le cause “perse”, che dia voce a chi non ce l’ha. Per questo motivo riteniamo fondamentale il recupero e la valorizzazione della cultura sarda, al di fuori di ogni discorso puramente turistico, folcloristico ed economico. Ritrovando così la propria identità, fatta di tradizione e storia, per entrare in relazione con altre culture senza essere inglobati da un mondo che appiattisce le differenze.
Ma qualsiasi progetto, qualsiasi discorso deve essere legato alla concretezza della vita: per questo pensiamo che la base materiale è il presupposto per ogni progresso spirituale, per questo la cultura può essere fondamento e nutrimento dello spirito nel momento in cui esiste la sicurezza di una vita dignitosa. Eppure viviamo in un mondo nel quale sempre meno uomini hanno una ricchezza sempre più grande e in cui la povertà si allarga ogni giorno. Anche all’interno delle società ricche avviene lo stesso processo e in nome del profitto migliaia di famiglie sono ridotte ad una vita al limite della sussistenza mentre sempre meno accumulano ricchezze.
Questo si ripercuote sul livello culturale mediodelle masse: sempre meno persone possono permettersi un buon livello d’istruzione scolastica, sempre meno possono accedere all’arte in tutte le sue forme, sempre più sono costretti ad accettare come propria una cultura televisiva che uniforma e impoverisce , dunque sempre meno sono in grado di analizzare il mondo che li circonda. Per questo crediamo ci sia una soglia di benessere sotto la quale non possa esistere una vita dignitosa per se stessi e, al pari, ci debba essere una soglia massima di ricchezza oltre la quale non può esistere una vita dignitosa anche per gli altri.
La lotta culturale è per noi una lotta all’ideologia attualmente dominante che ha le sue fondamenta nei principi del progresso fine a se stesso, del profitto personale, dell’accumulazione di ricchezze, del raggiungimento del potere, dell’apparire, del consumare.Ad essi vogliamo contrapporre i principi di uguaglianza sociale e civile, in un progresso finalizzato al raggiungimento del benessere diffuso a tutta l’umanità e non ad una sua minoranza, iniziando a garantire laperché esista possibilità di accesso alla cultura per tutti e non solo per l’élite.Sosteniamo con forza la supremazia assoluta dell’uomo e della sua cultura sulle “leggi di mercato”, per questo vogliamo contrastare qualsiasi ragionamento economico o politico che in nome del “libero mercato” proponga ingiustizie, soprusi e iniquità.
Linee d’azione.
Autonomia
Kentu è un soggetto autonomo, tale è stato nell’idea di chi lo ha costituito e tale deve sempre rimanere.
Autonomia anzitutto da ogni partito politico, religione o da qualunque organizzazione con la quale entrerà in relazione.
Autonomia non significa Autarchia ma libertà di scelta: significa avere nei propri ideali e nella propria intelligenza la base di ogni scelta.
Come guida e riferimento per tali scelte sono stati fissati i principi dell’Associazione nel Manifesto, così da fissare i punti di riferimento fermi senza i quali non esiste libertà ma solo indeterminazione e immobilità. Backstage realizzazione cortometraggio hydra - la carrellataProgettualità
Le scelte di Kentu dovranno essere indipendenti da considerazioni utilitaristiche e contingenti. Dovranno invece esistere progetti e linee d’azione concordate con tutte le parti dell’Associazione all’interno di un piano di azione culturale.
Le decisioni prese non si baseranno sul fragilne fondamento di mode o sulla spinta di pure considerazioni economiche; né tanto meno si accetteranno pressioni politiche da qualsiasi parte esse provengano. Collaborazione
Mantenendo saldo il principio dell’autonomia sarà la vera forza di Kentu la sua capacità di entrare in collaborazione con altre associazioni culturale, gruppi politici e realtà sociali; stabilire dunque un rapporto dialettico con esse; percorrere insieme tratti di una possibile strada comune.

No profit.(Nessun profitto.)
Kentu ribadisce con forza la propria natura estranea alle logiche del profitto.
Da tale affermazione di partenza nasce anche un particolarissimo punto di vista sulla realtà attuale.
Kentu contrappone la sua posizione no-profit ad ogni atteggiamento consumistico e ad ogni forma di accumulazione del denaro fine a se stessa, si propone così di slegare la cultura da pure logiche economiche e propagandistiche che l’hanno trasformata in una merce da vendere o in uno strumento elettorale.

Azione,arte, teoria e prassi
Vogliamo sviluppare teoria e prassi in un processo in cui alla discussione e al progetto segua una azione culturale pratica.
Siamo consapevoli che senza la realizzazione pratica dei propri progetti perde valore la teoria più corretta e diventano vuoti i valori ed i principi più alti. L’azione inizia innanzitutto dentro noi stessi e contemporaneamente fuori di noi, per cambiare ciò che ci circonda. Vogliamo sempre verificare con l’azione le nostre idee ed i nostri schemi di lettura della realtà, in un rapporto dialettico continuo.
Affianco all’azione deve però esistere la ricerca e l’elaborazione di modelli per interpretare la società e le sue dinamiche.
Per questo motivo è fondamentale la capacità di DECODIFICARE i messaggi che il nostro mondo ci lancia. Per questo motivo è necessario lottare contro la deprivazione della capacità di capire: perché esiste un processo continuo intorno a noi attraverso il quale vediamo perdersi quella coscienza storica, politica e culturale che le passate generazioni avevano lottato per conquistare. Un obiettivo fondamentale è allora trovare gli strumenti culturali adeguati all’analisi, diffonderli il più possibile, stimolare le coscienze creando occasioni di dialogo e di riflessione, perché conoscenza è sinonimo di libertà.
Eppure non è sufficiente la pura diffusione di una conoscenza astratta, perché è fondamentale l’uso pratico che di tale conoscenza si fa.
Ciò significa che tutto quanto viene realizzato e organizzato deve avere come suo fine ultimo la diffusione del sapere ma pure l’affermazione e il raggiungimento delle finalità dell’Associazione. Per questo la produzione artistica di Kentu vuole deve avere una valenza politica e sociale. Per questo Kentu non accetta il principio dell’arte fine a sé stessa e ad esso contrappone un’arte calata nella realtà e attenta ai temi e agli spunti che tale realtà offre: un arte-azione. Un’arte ancora una volta consapevole del proprio ruolo di progresso per la coscienza personale e dell’intera società.
Questo non significa che esistano delle linee artistiche precostituite da seguire, né tanto meno significa negare l’importanza di laboratori di ricerca e sperimentazione dai quali trarre i modelli, le forme e le riflessioni necessarie all’azione. Puoi scaricare il testo del manifesto qui: in formato Clicca qui per scaricarlo e in formato Clicca qui per scaricarlo - Trovi altra documentazione da scaricare nella sezione download